A CHE ETÀ I RAGAZZI DOVREBBERO AVVICINARSI AL VINO?

A CHE ETÀ I RAGAZZI DOVREBBERO AVVICINARSI AL VINO?

Se vi dicessi che il vino e la sua educazione dovrebbe essere insegnata già alle scuole elementari non andrei lontano dal sunto di tutto questo articolo. A che età un ragazzo o una ragazza dovrebbero iniziare ad avvicinarsi al mondo del vino?

In modo preliminare è giusto ricordare che gli enzimi capaci di assimilare l’etanolo del vino si sviluppano nell’uomo solo dopo l’adolescenza, in particolar modo verso la maggiore età.

Possiamo avvicinare lo stesso i nostri ragazzi al mondo del vino, evitando abusi o consumi errati? Pensate per un momento al primo ricordo che avete pensando al vino, c’è chi ricorda di averlo assaggiato nel pane intinto nel bicchiere del nonno, chi con una ditata rubata nel bicchiere del papá.

Il vino è sempre stato ospite delle nostre tavole, sempre appartenuto alla nostra tradizione, alla nostra civiltà, alla nostra cultura, al nostro essere uomini.

Osservando i ragazzi di oggi assistiamo sempre di più alla perdita di valori, di certezze, vengono abbandonate le vie della bellezza e della cultura alla ricerca di cose che faccio spesso fatica a distinguere e capire.

Uno dei motivi che durante la loro crescita li porta ad avere un senso di disorientamento generale nella vita e nella società è la mancanza di punti cardinali, indicazioni geografiche ben precise che indichino loro un percorso, una strada, una possibilità di tragitto.

Il vino e tutto il suo insieme gravitazionale potrebbe svolgere la funzione di ago per la bussola dei ragazzi che un domani, trovandosi adulti, avrebbero un valido strumento per orientarsi nella cultura geografica, enografica e storica del nostro paese.

Il vino oltre che una bevanda alcolica dalla spiccata capacità organolettica è prima di tutto geografia, viaggio, terra, sudore e passione.

Insegnando queste parole ad un ragazzo possiamo sperare di scrivere sulla lavagna della sua mente e del suo cuore parole che difficilmente dimenticherà. Pensate se i nostri ragazzi potessero ricevere un’educazione che parta da un vitigno per raccontare un uomo, un personaggio, delle gesta storiche. Insomma dal Nebbiolo al Piemonte dalle Langhe a Cavour alla Barolo Revolution di Elio Altare.

Il vino costringe a pensare, impone coraggio, insegna a declinare gli sforzi delle persone col fine di esaltare un territorio ed i suoi valori.

Tramite la cultura enologica possiamo insegnare ai ragazzi che con la stessa uva, nella stessa zona, si possono ottenere vini diversi, solo perche diverse sono le intenzioni intime dei produttori.

Il vino è un potente mass media, se ci pensiamo è un mezzo libero di espressione spesso disciplinata e spesso anarchica ed eclettica è una chiave di lettura di un territorio, di una regione e delle persone che lo producono. C’è molta più filosofia, psicologia e sociologia in un bicchiere di vino che in un libro di Kant o Freud.

Studiare ed imparare cosa nasconde il mondo del vino, la sua geografia, i suoi territori elettivi, le uve ed imparare a degustarlo in ultimo, può aiutare i ragazzi a difendere la propria libertà rafforzando la loro identità che sembra sempre più astratta e stropicciata come il burro spalmato su troppo pane.

Il vino è una storia legata all’umanità, all’uomo, a tutti coloro che ogni giorno vogliono lasciare un solco nella storia. Coacervo di valori umani, identità riconoscibili in quelle note che in un bicchiere spiccano con profumi, aromi e colori.

Riconoscendo questi argomenti si possono rafforzare gli animi, dando la possibilità ai ragazzi, uomini del domani, di riconoscersi in un Paese intero che potrebbero tornare a chiamare per nome.

La volontà di un territorio e di un produttore è la volontà della storia accaduta in un determinato luogo che attraverso il tempo si sono rivelati materici ed indelebili.

Il vino può insegnare l’empatia, la voglia e il desiderio di entrare nelle cose, di ricercarle, di smontarle per poi ricomporle a proprio piacimento.

Il vino ci può insegnare ad essere curiosi perchè dentro un bicchiere di vino si possono celare intenti grandiosi, percorsi entusiasmanti e storie vere da raccontare.

Pensate quindi se questo, se tutto quello che vi ho raccontato fin’ora, fosse insegnato ai nostri figli, credete ancora che si rifugerebbero in un fast food o si arrangierebbero ancora con qualche birretta rubata di nascosto per conoscere cosa si prova ad essere grandi?

Andrea Pilu

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